Cicli della Vite

Cicli della vite: una volta impiantata nel vigneto, la vite impiega in media 2-3 anni prima di fruttificare. A 20-25 anni raggiunge la maturità e la prima produttività, che comincia a declinare intorno ai 30-40 anni. Per i vini prodotti da viti di questa età alcuni produttori francesi riportano in etichetta la formula "vieille vigne". Da notare che le viti prefilloseriche raggiungevano anche i 140 anni di vita. L'innesto quindi non consente alla vitis vinifera la longevità che deteneva nel passato. A marzo inizia il sottociclo vegetativo, caratterizzato dalla fuoriuscita di piccole particelle di linfa dalle potature. Il germogliamento si verifica invece a marzo, mentre l'agostamento, ovvero la maturazione dei grappoli, in estate, mentre alla fine del ciclo annuale, intorno a novembre, inizia la fase di riposo e defogliazione. Il sottociclo produttivo è invece caratterizzato da: fioritura, allegagione (sviluppo del grappolo nei fiori fecondati), invaiatura (ingrossamento degli acini in Agosto), maturazione (a seconda dei biotipi da metà agosto a fine novembre). Nel caso la fecondazione del fiore fosse imperfetta si verifica la cosiddetta acinellatura precoce. Alcuni grappoli non ricevono perfettamente la linfa e quindi rimangono immaturi e non sviluppati. Il picolit friulano è naturalmente soggetto a questo fenomeno, e ciò consente la piena maturazione di pochi grappoli, dai quali si ottiene il prezioso ed omonimo vino Picolit.

 

Potatura della vite: per ottimizzare la qualità del vino, in vigna si operano varie potature, in fasi diverse dell'anno. La potatura secca si effettua in inverno. In questo caso si distingue una potatura corta (lasciando 7-10 gemme per pianta), o una lunga (15-25 gemme). Nel primo caso la pianta produrrà meno grappoli, ma meglio alimentati, e quindi se ne otterranno vini di qualità più fine. A fine giugno si opera la potatura verde, ovvero l'eliminazione dei germogli fuoriusciti dal tronco della pianta (detta anche spallonatura) e delle foglie in eccesso. In alcune regioni, dove l'insolazione è molto forte, si preferisce lasciare molte foglie sulla pianta, per proteggere i grappoli dal sole e prevenire in questo modo una loro eventuale cottura al sole estivo. A luglio si effettua il diradamento dei grappoli, finalizzato a capitalizzare il nutrimento linfatico nella maturazione.

 

Sistemi di allevamento della vite: la tradizione contadina da sempre ha preferito massimizzare i raccolti. Per questo l'impianto a tendone ed una rarefazione delle densità d'impianto era una caratteristica della viticoltura tradizionale, orientata verso la quantità piuttosto che verso la qualità. Con il mutare del mercato, orientato verso vini di sempre maggiore qualità, negli ultimi decenni la filosofia produttiva è mutata radicalmente. Oggi si preferiscono impianti molto fitti (fra i 4500-5000 ceppi per ettaro e i 6500-9000), e questo per costringere le piante ad entrare in competizione fra loro, inducendo un sviluppo radicale profondo, che vada a captare acqua e minerali nella profondità del terreno, così da ottenere vini dalle marcate caratteristiche territoriali. L'impianto a pergola o a tendone, ovvero quello più tradizionale, permane in regioni come il Trentino, la Val d'Aosta o l'Abruzzo. E' bene ricordare che l'antica arte agricola romana prevedeva il binomio albero da frutto, o ulivo, e vite, e quindi una sorta di lunga pergola, che i Romani avevano ereditato dagli Etruschi. Nel sistema ad alberello invece, tipico dei paesi mediterranei, e già proprio dell'antica viticoltura greca, la pianta è lasciata crescere in piccole fosse senza sostegni. A Pantelleria, l'isola del passito di zibibbo, questo consente alla vite di difendersi dai forti venti locali e dall'insolazione del caldo sole mediterraneo.

Ambiente pedoclimatico: con questo termine si intende la particolare congiuntura di terreno, microclima, altitudine, latitudine, esposizione. In generale i vigneti migliori sono quelli collocati in collina, dove l'insolazione può distribuirsi uniformemente su tutte le piante e dove l'escursione termica freddocaldo, fra notte e giorno, è più intensa, favorendo così la presenza dei precursori aromatici sulle bucce degli acini. In collina inoltre la ventilazione non permette il ristagno dell'umidità, prevenendo la formazione di muffe sui grappoli. Esiste però un fattore determinante nella composizione dell'ambiente pedoclimatico: l'uomo. Non bisogna dimenticare, infatti, che il sistema colturale della vite prevede l'apporto essenziale dell'uomo, e quindi delle particolari tradizioni e culture del territorio. Per questo i francesi preferiscono parlare di terroir, vocabolo denso, che racchiude una serie di concetti, come tradizione, cultura, terreno, vitigno, clima, altitudine, ecc.

 

 

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