Vino tra Arte e Scienza

Vino tra arte e scienza: se oggi beviamo dell'ottimo vino, in Italia ce n'è davvero tanto e dappertutto molto è dovuto alle importanti ricerche e risultati raggiunti nel campo enologico. Senza la tecnologia moderna sicuramente il vino sarebbe diverso e di minor qualità. L'estrazione dei profumi e dei sapori dall'uva per portarli al naso ed alla nostra bocca necessita sicuramente di tecnologia. Questa tecnologia non è 'cattiva' se preserva le caratteristiche dell'uva e le riporta a noi integre ed evolute. Eppure l'enologo, il produttore imprimono necessariamente quel tocco artistico che poi sarà distintivo di quel vino particolare. Tutta la tecnologia e la scienza alla fine abbisogna del tocco estroso dell'artista, produttore o enologo che sia. Il vino che oggi beviamo o meglio che degustiamo è scienza e arte insieme. Il vino migliore è il frutto dell'ottimo lavoro che parte dalla vigna fino alla bottiglia.

 

La natura vuole l'uva aceto, l'uomo ne ricava vino: il vino è forse il prodotto più affascinante dell'interazione tra uomo e natura, tra tecnologia e processi naturali. Se è la fermentazione alcolica ad innestare il processo, è l'azione dell'uomo ad indirizzarlo verso un esito per nulla scontato, sempre cangiante e mutevole, quale è il vino. E che il vino sia un prodotto ibrido, ovvero dovuto alla cooperazione fra processi biologici naturali e tecnologici antropici lo testimonia la centralità che la fermentazione alcolica assume nella sua produzione. Ogni volta si abbiano in natura zuccheri, ossigeno e lieviti, la fermentazione ha inizio in modo automatico, naturale, ed è questo evento che conduce alla panificazione, oppure alla produzione della birra. La varietà e il fascino offerto dal prodotto vino invece testimonia che quel processo naturale, se guidato, controllato e imbrigliato, può produrre risultati eccezionali, che accompagnano la civiltà mediterranea, e non solo, dai suoi albori. La trasformazione dell'uva in vino però non è solo fermentazione alcolica, o per lo meno non è solo questo. E' un processo molto più complesso, che l'uomo ha collaudato nei secoli, normalizzando tecnologicamente un evento trasformativo naturale. La fermentazione alcolica, infatti, prevede la trasformazione ultimativa del succo d'uva in aceto, trasformazione che l'uomo invece blocca per ottenere vino. Ancor prima che in cantina però, il vino viene prodotto nella vigna, ed è qui che inizieremo questa breve esplorazione sul processo che si conclude con l'imbottigliamento e la calda presenza di una bottiglia di vino sulle nostre tavole.

 

Contenuto calorico del vino: contando che 1 grammo di alcol etilico corrisponde a 7,3 kilocalorie, e che ogni grado alcolico rappresenta 7,9 grammi di alcol, in media un litro di vino con tenore alcolico di 13% fornisce 749 kilocalorie, ed un bicchiere medio di 125 ml può fornire 93 kilocalorie. Con l'aumentare della gradazione quindi aumenta l'apporto calorico fornito dalla bevanda alcolica, e quindi i distillati, che spesso superano i 40 % sono altamente calorici.

 

Tasso alcolico nel sangue: è rappresentato dalla quantità di alcol etilico nel sangue. Attraverso semplici strumenti, il famoso palloncino si può misurare questo tasso alcolico. Parte di questo alcol infatti viene espulso dal corpo attraverso la respirazione. Questo tasso alcolemico dipende dall'alcol ingerito ma anche dalla struttura corporea della persona e se si è a digiuno. Per fortuna quando un Sommelier degusta, anche più vini, ha la buona abitudine di non degludire. L'effetto quindi dell'alcol è notevolmente attutito. Tutti lo sanno che il vino non si beve ma si degusta... ;)

 

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