Come scegliere un Corso di Formazione per Sommelier

INFORMAZIONI UTILI PER LA SCELTA DI UN CORSO DI FORMAZIONE PER SOMMELIER

La figura del sommelier e la sua qualifica professionale
La professione del “sommelier” nasce nel XVI secolo in Francia, patria della cultura moderna del vino, quale figura cui un tempo, nelle tenute nobiliari e nei ristoranti di pregio, venivano attribuiti i compiti di gestione della cantina, ricerca, acquisto e conservazione dei vini. La scelta del vino, la stappatura, l’assaggio e il servizio diventarono un rito affascinante e coreografico sempre più richiesto nelle mense importanti a cui nel tempo hanno ambito assistere curiosi, esperti e saccenti d’ogni epoca.
Ai giorni nostri il sommelier è una figura di primaria rilevanza per la valorizzazione del patrimonio enogastronomico, turistico e culturale del nostro paese quale professionista anche in grado di effettuare un'analisi organolettica del vino al fine di valutarne la tipologia, la qualità, le caratteristiche, le potenzialità di conservazione, il tutto anche in funzione del corretto abbinamento vino-cibo.
Al riguardo, la risoluzione dell’OIV (Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, organismo intergovernativo di tipo scientifico e tecnico, di competenza riconosciuta nell’ambito della vigna, del vino, delle bevande a base di vino, delle uve da tavola, delle uve passa e degli altri prodotti della vigna, creata nel 2001 e composta da 47 stati membri tra cui l’Italia), nella risoluzione OIV ECO 474 – 2014 definisce il sommelier quale “un professionista del settore vitivinicolo e della ristorazione (ristoranti, wine-bar), enoteche o altri attori della distribuzione che raccomandano e servono bevande a livello professionale.
Il suo campo di azione riguarda il servizio del vino nell’ambito della ristorazione o negli esercizi in cui si vende vino, nonché la consulenza specializzata agli attori del mercato vinicolo, assicurando una presentazione e il servizio adeguati dei prodotti, Il sommelier ha seguito un corso di formazione che prevede il rilascio di un diploma o di una certificazione conforme alla definizione, al ruolo e alle competenze previsti
nella presente risoluzione”.
La successiva risoluzione OIV-ECO 568-2017 formula, inoltre, linee guida e
raccomandazioni per la costituzione di corsi di formazione per sommelier.
Nell’ambito della legislazione nazionale, ad oggi, tale qualifica professionale viene unicamente menzionata nell’ambito della contrattazione collettiva nazionale in relazione al CCNL 2018 dei dipendenti da aziende dei settori pubblici esercizi, ristorazione collettiva e commerciale e turismo, con riferimento alla classificazione del personale dei pubblici servizi – livello terzo – ove all’art 54, è espressamente indicato il sommelier quale “colui che abbia precisa e completa conoscenza di tutte le tipologie di vini nazionali ed esteri”.

Sebbene la figura del sommelier sia sempre più richiesta, al punto di poterla definire una vera e propria professione dalle molteplici opportunità, va peraltro precisato che ancora oggi, nonostante a livello universitario siano previsti corsi di laurea e master di specializzazione che approfondiscono alcuni aspetti inerenti alla formazione richiesta al sommelier (nozioni di enologia, informazioni relative alla cultura enogastronomica, wine-manager, ecc.) di fatto, a differenza di quanto avviene in Francia, non sussistono ufficialmente soggetti deputati alla
realizzazione di corsi professionali abilitanti all’esercizio della professione. Ciò in quanto per l’ordinamento giuridico italiano il sommelier non è ancora una figura professionale ufficialmente riconosciuta e non esiste, pertanto, un unico percorso formativo normativamente riconosciuto che abiliti all’esercizio della professione di sommelier.
Al riguardo, infatti, nel nostro ordinamento sono stati talvolta presentati disegni di legge (n. 720/2008, n.1386/2014) che hanno portato all’esame del Parlamento progetti legislativi volti a far luce in tale settore, con l’obiettivo di stabilire regole e programmi di formazione, ruolo e funzione, nonché tesi all’istituzione di un apposito albo provinciale o di un elenco nazionale dei sommelier ed a definirne le modalità di accesso ma, ad oggi, di fatto non risulta essere stato adottato alcun provvedimento legislativo in materia.
Ciò comporta che nessuna delle varie associazioni o organizzazioni  peranti sul territorio nazionale e che realizzano corsi sul vino – pur essendo giuridicamente riconosciute con Decreto del Presidente della Repubblica o, dal 2000, a seguito di iscrizione negli appositi registri tenuti dalle Prefetture ed aventi autonomia patrimoniale – può rilasciare attestazioni o diplomi aventi valore legale nell’ordinamento nazionale, che possono garantire un canale preferenziale per l’inserimento in un albo professionale ad oggi di fatto inesistente e non regolamentato.

RICONOSCIMENTI INTERNAZIONALI
L’unica associazione riconosciuta al mondo dai sommelier è l’ASI – Association de la Sommellerie Internationale ( http://www.sommellerie-internationale.com ), che ha sede a Parigi ed è stata fondata a Reims (Francia) nel giugno del 1969. Vi aderisce una sola associazione per nazione, per un totale di 55 nazioni/associazioni.
In Italia l’unica associazione riconosciuta dall’ASI è l’ASPI – Associazione della Sommellerie Professionale Italiana, con sede a Milano, come confermato dal Presidente ASI. Si riporta uno stralcio della dichiarazione:
“ ….i concorsi internazionali di sommelier riconosciuti per la loro serietà e la loro professionalità sono organizzati esclusivamente dall’A.S.I. Già dal 1969 esiste il Concorso per il Miglior Sommelier del Mondo e, successivamente, i Concorsi Continentali per l’Europa, le Americhe e per l’Asia & Oceania, l’A.S.I. non avalla alcun altro concorso internazionale di sommelier, l’A.S.I. organizza in tutto il mondo un esame di certificazione di alto livello (Diploma di Sommelier A.S.I.), destinato e riservato ai  sommelier appartenenti alle sue sole associazioni membri attivi…”.
Anche tale diploma però, seppur conferito da un’autorevole Associazione e
riconosciuto dalle associazioni o organizzazioni internazionali aderenti all’ASPI, non è formalmente riconosciuto dall’ordinamento italiano quale titolo legittimante l’esercizio della professione di sommelier.

 

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